The revolution of assisted reproduction: sperm cells from bone marrow

Libero: A scuola di gay!..un corso di scienze politiche dell’Università Statale di Milano sotto accusa nell’editoriale più Libero d’Italia ;)

A Milano partirà il 20 gennaio presso la facoltà di Scienze Politiche un corso facoltativo da 3 cfu intitolato: “Omosessualità: un mondo nel mondo“. Il corso avrà la durata di 11 lezioni di 2 ore tenute da docenti provenienti anche da altre facoltà Italiane..come il  professor Lorenzo Bernini dell’Università di Verona che illustrerà “La Queer Theory e i generi” e il prof. Winkler della Bocconi che indagherà invece il rapporto tra omosessualità e politica. La coordinatrice del corso, l’ordinario di filosofia politica Antonella Benussi, spiega : ““In generale il corso sarà sostanzialmente diviso in due parti: la prima più filosofica, nel tentativo di dare un vocabolario per leggere la questione omosessualità. La seconda, più giuridicasociologica, spazierà da argomenti che trattano di diritti civili, di differenze e di moralità pubblica”.

La creazione di questo corso, il primo del suo genere in Italia (uno dei  molti in Europa), è stata fortemente sollecitata dai membri del colletivo “Gay Statale Milano” che, a seguito di un attacco omofobo nei confronti di un ragazzo lo scorso anno, hanno ritenuto importante proporre un’occasione di incontro, informazione ed elaborazione riguardo questa tematica.

Fin qui..tutto regolare..senonchè..

quel gran simpaticone di Francesco Specchia oggi su Libero scrive: A scuola di Gay! inferendo che l’università insegni a fare i gay e che questo corso invogli a diventarlo..! nel fare ciò il nostro amico umorizza sul corso..: “Alta froceria. Chissà se, tra una lezione e l’altra, risuoneranno i Village People; se verrà recitato “La lingua perduta della gru” del finissimo David Leavitt; se saranno proiettate le puntate dei Simpson in cui il religiosissimo Ned Flanders scopre che il figlio è una checca o quella in cui Jerry Rude ospita delle gladiatrici lesbiche nel suo talk show”.

ma non solo.. umorizza anche sui comportamenti omofobi:

“I prof spiegano che ilsuddetto corso è la reazione, evocata dal collettivo gay universitario, «all’attacco omofobo subito da un ragazzo in Statale». Il che è come dire che se ti fottono il motorino sotto la facoltà, il giorno dopo urge un seminario su “Furto con destrezza tra motocicli di piccola cilindrata: eziologia dei processi cognitivi”, 15 lezioni e 4 crediti: così la gente capisce che rubare non è politicamente corretto.”

Voi che ne pensate??

12 Risposte

  1. cavolacci

    penso che fate schifo

    12 gennaio 2011 alle 15:57

    • mmh..eloquente!
      grazie mille davvero per aver condiviso il tuo punto di vista!
      per non parlare della simpatia!
      tra l’altro..perchè facciamo schifo scusa?

      12 gennaio 2011 alle 16:17

  2. Elisa

    @ cavolacci: non riesco a comprendere il tuo insulto. La libertà di parola, di espressione e di pensiero sono sancite dalla nostra costituzione e proprie di chiunque si consideri una persona intelligente. Purtroppo finchè il mondo pullulerà di persone come te tante, troppe discriminazioni avranno terreno fertile su cui attecchire…

    12 gennaio 2011 alle 17:09

  3. c’è da dire che per questa persona libertà di parola coincide con libertà di giudicare..non so più che altro a cosa si riferisca..se è una critica di natura etica o se è una critica a come si struttura il blog..che in effetti è un esperimento e dobbiamo iniziare a curarlo meglio!se fosse invece questione di moralismo..lo assocerei ad una qualche forma di repressione
    peace&love

    12 gennaio 2011 alle 17:36

  4. FunnyFinger

    Mi stupisco ( ma non troppo ) nel vedere che la sessualità di una persona possa essere tutt’ora oggetto di discussione. Attonito che ci siano persone che credono che si possa insegnare ad essere gay!🙂 Se non altro, fa sorridere per le immense stupidità che una persona come Specchia può esprimere al riguardo… ed è solo a causa di queste persone che l’essere gay diventa una materia di studio. Perchè acquista un valore sociale di minoranza discriminata e pertanto privata di diritti e libertà.
    Ma mi viene spontaneo chiedermi: ma che casso ti cambia, a te uomo medio, italiano e non, se due persone dello stesso sesso condividono un sentimento? Perchè questo ostracismo nei confronti di chi TU ritieni diverso da te, che pericolo reale rappresenta?
    Anyway credo sia solo un problema culturale ed educativo..
    E perchè no, ci sta un corso universitario in merito. Come potrebbe starci un corso sugli extracomunitari, sulle noccioline equo-solidali, sulle prostitute e sugli orsi bianchi polari. Sono tutte materie oggetto di diritto e va educata una coscienza sociale in merito.

    13 gennaio 2011 alle 10:49

  5. anche secondo me funny è proprio questo il punto!finchè c’è discriminazione ma soprattutto ignoranza riguardo ad un determinato argomento non vedo perchè non promuoverne una cultura a riguardo.
    tutte queste polemiche non fanno altro che confermare che il precorso che deve affrontare l’italia per mettersi al pari con gli altri paesi europei è ancora molto lungo..per fare un esempio da tempo presso la Universiteit van Amsterdam è attivo un master nella facoltà di Sociologia:Genere, sessualità e società.

    13 gennaio 2011 alle 12:54

  6. Nadia

    Io voglio i village people a lezione con Gamberini!!!😉

    13 gennaio 2011 alle 14:01

  7. Sarah

    Concordo con la creazione del corso, sperando che la conoscenza di questo “argomento” possa combattere l’ignoranza profonda e diffusa di cui Specchia è perfetto rappresentante.Penso sia di fondamentale importanza lottare contro manifestazioni di violenza gratuita come l’omofobia. Del resto si ha paura di ciò che non si conosce.

    13 gennaio 2011 alle 23:14

  8. Γνῶθι σεαυτόν!

    13 gennaio 2011 alle 23:33

  9. lulù

    mi pare assurdo che nel 2011 stiamo a discutere e a stigmatizzare comportamenti, orientamenti interessi diversi.
    Che una testata nazionale, nonostante il suo evidente e ostentato orientamento politico, si permetta di fare affermazioni del genere, che rappresentano stereotipi e ignoranza, mi sembra folle e retrogado.
    E mi nasce la domanda, perché in Italia siamo sempre così arretrati?

    21 gennaio 2011 alle 15:47

  10. RISPOSTA DI SPECCHIA: LEGGETE MEGLIO, PRIMA DI PARLARE

    A parte il prof. Winkler che insegna al corso, nessuno di voi ha letto il pezzo e vengono riportate ad arte frasi estrapolate. 1)Tutto il pezzo era sul filo dell’ironia. “alta froceria” è una citazione da Lenny Bruce e Capote, entrambi gay perseguitati e miei miti; la usa anche Dagospia.
    2) Io sono un liberale che conoesce bene il mondo gay che si è batutto contro le discriminazioni di una destra becera; che ha lavorato con gay che la pensano sull’ostentazioen eccessiva da gay pride esattamente come me;
    3) Avendo putrtoppo anche insegnato all’univesrità e conoscendone bene la crisi ribadisco che tale corso non doveva essere inserito (con costi enormi) con lezioni a cerdito, ma come seminario o come lezioni a pagamento (come fatto nel 2006 a Bologna);
    4)Sul coming out: non ho mai detto che lo condanno, anzi. Però, da liberale, rispetto fortemente la scelta di chi vuol tenere la propria vita sessuale limitata solo al suo privato, per pudore, per discrezione e soltanto perché ne ha voglia. E’ come il ricco o l’ebreo che non tiene a sbandierare il suo 740 o la Torah perché fanno parte solo e soltanto della propri intimità. L’essere gay è condizione normale, seppur minoritaria; ma se voi trovate omosessuali che vedono puntualmente violati i loro diritti costituzionali, in quel caso, bè, sì che bisognerebbe sollevare un vespaio. Ma non perché chi subisce la violazione sia gay, semplicemente perché è una persona.
    Non ci provate a darmi dell’omofobosenza sapere nulla di me e senza aver letto nemmeno l’articolo. cordialmente
    Francesco Specchia

    26 gennaio 2011 alle 22:09

  11. controsensista

    Ovviamente di positivo c’è che il tema viene presentato in un contesco in cui, se l’università è ancora questo, sarà possibile approfondire la conoscenza e il contatto con questo argomento, e di conseguenza stimolare un dibattito in cui possano emergere e confrontarsi le varie realtà, i vari punti di vista, essere avvalorati o disconfermati. Per quanto riguarda il fatto che sia sottolineato che l’istituzione del corso sia una reazione ai continui attachi omofobi che hanno avuto risalto in questo ultimo periodo, per me non è così negativo, anzi, mi sembra un tentativo autorevole di ridurre le distanze tra punti di vista così distanti sull’argomento.
    Tornando alla potenzialità del confronto e del dibattito, io penso che anche le provocazioni (vedi il primo post) sono da accogliere e da affrontare, tenendo sempre centrale il tema del dibattito.

    30 gennaio 2011 alle 13:20

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